AMMINISTRAZIONI IMMOBILIARI E CONDOMINIALI

Slitta al 1° agosto del 2015 (anziché al 1° luglio) l’entrata in vigore del nuovo Attestato di prestazione energetica, il documento che serve a dichiarare i consumi dell’unità immobiliare e che è obbligatorio per tutti i proprietari che vogliono vendere o affittare la propria casa. La conferma del termine è contenuta all’interno della bozza del decreto all’esame della Conferenza unificata: dopo le ultime limature, il provvedimento è pronto al via libera definitivo.Molte le novità in arrivo, con una precisazione: chi ha un vecchio Ape o un Ace ancora in corso di validità, non dovrà sostituirlo (vale dieci anni dal rilascio). A meno che, nel frattempo, non siano intervenuti lavori in casa tali da modificare le prestazioni dell’unità. Nel qual caso, dal 1° agosto, si dovranno seguire le nuove regole. Il nuovo Ape, che sarà unico a livello nazionale (cioè dovrà essere compilato applicando uno stesso metodo per il calcolo delle prestazioni, anche nelle Regioni che hanno un proprio sistema di rilascio del documento), è atteso da due anni (attua il Dl 63/2013, convertito nella legge 90/2013). Il suo arrivo è strettamente collegato al varo del Decreto sul rendimento energetico degli edifici, già formalmente approvato, ma ancora in attesa anch’esso di pubblicazione sulla Gazzetta ufficiale (dovrebbe entrare in vigore entro il 1° luglio, pena l’infrazione alle regole comunitarie).Rispetto al vecchio Ace o all’attuale Ape (compilato ancora come fosse un vecchio Ace, anche se da due anni ha cambiato il nome), la nuova targa rilasciata dai progettisti prenderà in esame la prestazione energetica dell’edificio per la climatizzazione estiva, oltre che per quella invernale. Per gli immobili terziari sarà preso in considerazione anche il fabbisogno di energia per l’illuminazione e quello per il funzionamento di scale mobili ed ascensori (non appena sarà approvata la parte sesta delle norme Uni 11300).La prestazione energetica sarà espressa in termini di energia primaria non rinnovabile e la classe energetica sarà determinata non più secondo il parametro dell’Epi limite, bensì in funzione del rapporto fra la prestazione energetica dell’edificio e quella dell’edificio di riferimento prevista per gli anni 2019/2021. Le classi saranno dieci: dalla migliore o A4 alla peggiore o G: nel documento, sarà anche indicata la classe energetica più elevata che è possibile raggiungere nel caso siano realizzate una serie di opere correttive e migliorative. Tra le modifiche introdotte nell’ultima bozze in esame in questi giorni, non manca infine un richiamo esplicito alle sanzioni a carico del progettista, in caso di inadempienza (nella precedente bozza nulla era stato indicato in materia di sanzioni). Come prescritto dall’articolo 15 del Dlgs 192/2005, il progettista o direttore lavori che falsa il documento rischia una multa fra il 30% al 70% della parcella mentre il costruttore edile che non rilascia l’attestato può incorrere in ammende tra 5mila e 30mila euro.